Assistenza agli anziani

Prima di concentrarci sul corso in Movimentazione dell’anziano, vi presentiamo come di consueto un quadro generale della regione che ci ospita: La Toscana. A fare il punto ci aiutano i dati statistici contenuti nel volume “Welfare e salute in Toscana”, presentati lo scorso luglio e resi disponibili sul web (https:// www.ars.toscana.it/2-articoli/3985-welfare- e-salute-in-toscana-2017.html) che scattano un’istantanea sulla popolazione over 65 della Regione. I dati che vi presenteremo in questo breve approfondimento sono, teniamo a specificarlo, il frutto di un lavoro importante e certosino, uno sforzo collegiale condotto da diverse realtà che nell’ambito regionale si occupano di welfare e salute. Stiamo parlando dell’Osservatorio sociale regionale, dell’Agenzia regionale di sanità, del Laboratorio Mes, dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Anci Toscana che insieme ci offrono quindi prospettive e punti di vista differenti, ma tra loro convergenti. Entriamo nel merito.

Popolazione toscana Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2017 i residenti in Toscana sono circa 3.740.000, con un’età media di 46,5 anni, e rappresentano il 6% della popolazione italiana. Oltre la metà (52%) è costituita da donne. Dal dopoguerra a oggi la popolazione ha visto un incremento del 18% (+580mila residenti), andamento figlio di tre differenti cicli: una crescita trentennale 1951-1981 di circa 420mila residenti (+13%) e una successiva diminuzione ventennale 1981-2001 di 83mila (-2%), legate ai cicli economici del Paese, e un incremento di 240mila (+6,5%) dal 2001 in poi, quasi esclusivamente ascrivibile alla componente straniera. Nel breve periodo invece si rileva per il terzo anno di seguito un calo dei residenti, dinamica nazionale, dovuta principalmente al rallentamento dei flussi migratori. Solo l’arrivo di migranti che si stabilizzano sul territorio regionale riesce a contrastare, con nuovi arrivi e nuovi nati, l’ormai ultraventennale negatività del movimento naturale (saldo natimorti). Nel 2017 in Toscana sono nati circa 26mila bambini (7 ogni 1.000 abitanti) e decedute circa 44.500 persone (11,9 x1.000). Per una serie di fattori congiunti (bassa natalità, contenuta fecondità e allungamento della vita media), la popolazione toscana, come quelle nazionale ed europea, è sottoposta a un progressivo invecchiamento. L’aspettativa di vita italiana in Europa è seconda soltanto alla Svezia e la Toscana, con 85,4 anni medi delle femmine e 81,3 dei maschi (la forbice tra i due generi si sta riducendo) è una delle regioni europee più longeve. Negli ultimi venti anni, inoltre, si è notevolmente affievolito il ricambio generazionale, con una sostanziale tenuta dei giovani (0-14 anni) e una costante erosione della popolazione in età attiva (da 68% a 62%) a vantaggio della classe anziana, che rappresenta ormai un quarto della popolazione.

Anziani L’invecchiamento della popolazione è un fatto ormai acquisito e strutturale, sia per uno scarso ricambio generazionale che per il progressivo miglioramento delle condizioni generali di salute. Anche la lieve stabilizzazione degli indicatori di invecchiamento, ascrivibile in toto al fenomeno migratorio, non risulta tale da arginare nel breve periodo queste dinamiche. Tutto ciò ha un peso rilevante nelle politiche e nell’organizzazione del sistema sanitario e di protezione sociale, a maggior ragione in Toscana, che risulta essere tra le regioni europee più anziane, la 3° in Italia. Nel 2017 gli over 64enni crescono di circa 3mila unità rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 942mila persone (25% della popolazione toscana, contro una media italiana del 22%), con una progressiva crescita nel tempo delle classi 75-84 e over 84enni (grandi anziani) che rappresentano complessivamente il 53% degli anziani. Il 57% sono donne, in virtù della maggiore longevità femminile, e quasi 1 su 3 è vedovo (poco più dell’11% dei maschi e quasi il 43% delle femmine). Cresce ovviamente anche la presenza anziana all’interno delle famiglie: sono circa 629mila i nuclei toscani con almeno un anziano presente e circa 396mila quelli composti soltanto da anziani. Gli anziani che vivono da soli (in solitudine abitativa) al censimento 2011 risultavano essere circa 233mila (famiglie anagraficamente unipersonali composte da anziani), nel 75% donne e per circa il 67% over 74enni. Il dato è frutto della combinazione di fenomeni ambivalenti: le buone condizioni di autonomia fisica, economica e relazionale (nei casi in cui l’abitare da solo è una scelta), oppure possibili condizioni di criticità quali il disagio dovuto all’isolamento fisico e relazionale (nei casi in cui la solitudine abitativa sia una condizione subita). Si tratta di un fenomeno da monitorare, in quanto la solitudine abitativa rappresenta una delle componenti, insieme ad altre condizioni di disagio e isolamento sociale, dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza.

Mortalità Nel 2017 sono deceduti circa 44.500 cittadini toscani, 11,9 ogni 1.000 abitanti. Nella nostra regione, così come in Italia, la mortalità torna a salire rispetto all’anno precedente, facendo registrare un aumento di circa 0,6 decessi ogni 1.000 abitanti rispetto al 2016. I tassi standardizzati per età attenuano questo aumento, a dimostrazione che, come osservato nel 2015, anche stavolta i soggetti più colpiti sono stati i grandi anziani. La Toscana è tra le regioni con il più basso tasso di mortalità in Italia, ma, in un’ipotetica classifica per regione, perde alcune posizioni rispetto al passato. Gli ultimi dati standardizzati per età disponibili, utili per un confronto tra regioni, collocano la nostra regione all’ottavo posto tra quelle a minor mortalità. Sono circa 870 i decessi osservati nel 2015 ogni 100mila abitanti, a fronte di una media italiana di 900. Il trend mostra chiaramente il picco di mortalità che ha colpito tutta l’Italia nel 2015, riconducibile alla virulenza dell’epidemia influenzale e all’ondata di calore estiva, fenomeni che hanno interessato la popolazione più anziana e vulnerabile. Il gap di mortalità tra uomini e donne non subisce variazioni notevoli rispetto all’anno precedente, attestandosi su circa 380 decessi ogni 100mila abitanti. Il divario si è comunque quasi dimezzato rispetto al 1990, quando si osservavano circa 600 decessi di differenza ogni 100mila abitanti, grazie ad una diminuzione più decisa tra gli uomini.

Aspettativa di vita La Toscana è tra le regioni italiane con la più alta speranza di vita alla nascita (2° tra gli uomini, 7° tra le donne). Nel 2017 l’attesa di vita media per le donne è di 85,4 anni, per gli uomini di 81,3 (rispettivamente 84,9 e 80,6 in Italia). Non si osservano variazioni sostanziali rispetto al 2016, ma, in Toscana come in Italia, si riduce leggermente (di 0,2 anni) il gap tra donne e uomini, raggiungendo il minimo storico dagli anni ’50. Anche la speranza di vita di una persona giunta al compimento del 65° anno d’età è più alta in Toscana rispetto al resto del Paese, anche se con differenze meno ampie rispetto alla speranza di vita alla nascita: 22,5 anni per le donne e 19,4 anni per gli uomini in Toscana, contro una media italiana rispettivamente di 22,2 e 19 anni. Nella classifica delle regioni italiane la Toscana è 5° tra gli uomini e 10° tra le donne. L’indicatore è lievemente in diminuzione rispetto all’anno precedente, in entrambi i generi, di 0,1 anni. La diminuzione osservata è comune a quella rilevata nella media nazionale e rappresenta una battuta d’arresto nel trend in generale aumento dai primi anni 2000. Già nel 2003 e nel 2015 si sono verificate brusche diminuzioni degli indicatori di speranza di vita (a 0 e 65 anni). Si è trattato di anni durante i quali furono osservati elevati picchi di mortalità dovuti alle grandi ondate di calore estive e all’elevata virulenza delle epidemie influenzali stagionali, che colpirono principalmente la popolazione più anziana e fragile. Il 2017 non rappresenta un arretramento, ma una battuta d’arresto nel trend di crescita dell’indicatore. La mancanza di dati consolidati a oggi non consente però di trovarne spiegazioni sicure. Di certo c’è che nel 2017 la mortalità ha fatto registrare un nuovo aumento rispetto all’anno precedente (+5% circa), comune a tutte le regioni. I decessi in termini assoluti sono vicini ai valori osservati nel 2015 e riguardano ancora una volta la popolazione più anziana che, solitamente, risente maggiormente della virulenza influenzale.

Malattie croniche Il progressivo invecchiamento della popolazione e i progressi nelle cure e nella gestione delle malattie hanno contribuito negli ultimi anni all’aumento dei malati cronici, in Italia quasi 24 milioni nel 2016. La cura di queste persone rappresenta, ed è destinata a rappresentare sempre più in futuro, una sfida decisiva per i sistemi sanitari, mettendone a rischio la stessa tenuta in termini economici e sociali. La Toscana, tra le regioni italiane più anziane, è tra le più colpite da questo fenomeno. I malati cronici in Toscana sono circa 1 milione e 440mila (stime ISTAT da Indagine Multiscopo 2016), pari al 38,6% della popolazione e leggermente al di sotto della media italiana (39,1%). Tra quelle censite, le patologie più frequenti in Toscana sono l’ipertensione e l’artrosi/artrite (entrambe al 15,4%). Sono più numerosi i cittadini con almeno due malattie croniche rispetto a coloro che ne hanno una soltanto: la condizione cronica più frequente è quindi la multimorbosità (19,8%). Sono circa 35mila i malati cronici in più rispetto al 2015. Trattandosi di casi prevalenti l’aumento può ovviamente dipendere non solo dell’incidenza delle patologie, ma anche dall’invecchiamento della popolazione e dal prolungamento dell’aspettativa di vita alla diagnosi. Il trend degli ultimi 7 anni è comunque abbastanza stabile o in leggera diminuzione. Va inoltre ricordato che l’informazione raccolta da ISTAT, in assenza di una diagnosi clinica, è auto riferita e modeste oscillazioni come quelle osservate difficilmente possono essere interpretate come significative. Diminuisce leggermente, -3% rispetto al 2015, la parte di malati cronici che si dichiara comunque in buona salute. Nel 2016 il dato scende al 40,6%, sotto la media italiana pari al 42,3%.

Salute degli anziani Gli anziani ultra 64enni residenti in Toscana sono circa 940mila (+7mila rispetto all’anno precedente), dei quali il 57% donne. Si tratta del 25% della popolazione, una percentuale tra le più alte in Italia, seconda solo a Friuli-Venezia Giulia e Liguria. Circa un terzo degli anziani dichiara di stare bene o molto bene e 87 anziani su 100 dichiarano di sentirsi almeno “discretamente”, contro una media nazionale dell’84% (Ars su dati Multiscopo ISTAT 2016). Simile all’Italia anche la percentuale di anziani che dichiara di avere limitazioni funzionali gravi nelle attività di base della vita quotidiana (13% vs 14%). Si tratta di limitazioni motorie e/o cognitive che non consentono di alzarsi, lavarsi o nutrirsi da soli. Le differenze di genere sono minime, leggermente a favore degli uomini. Circa 3 anziani su 4 dichiarano di avere almeno una patologia cronica. È ancora una situazione migliore della media italiana (74% vs 79%), ma comunque in aumento rispetto agli anni precedenti in tutto il Paese. Gli anziani con più di una patologia sono la metà (50%), a fronte di una media italiana del 56%, mentre quelli con 3+ malattie sono circa un terzo (30% vs 35% in Italia). Le patologie croniche più frequenti, in Toscana come nel resto d’Italia, sono l’ipertensione (45%) e l’artrosi/artrite (44%), seguite dall’osteoporosi (26%). Gli anziani toscani al compimento del 65° anno d’età hanno una speranza di vita superiore alla media italiana (ISTAT 2017): 22,5 anni per le donne (22,2 in Italia) e 19,4 anni per gli uomini (19 in Italia). Però, considerando solamente gli anni di vita attesi in buona salute, per i quali le ultime stime disponibili si riferiscono al 2013 (ISTAT), la speranza di vita maschile e femminile, rispetto alla media nazionale, si differenzia. Gli uomini toscani mantengono valori più alti della media nazionale, 7,8 anni in Toscana vs 6,7 anni in Italia, mentre per le donne non vi sono differenze (5,6 anni in Toscana vs 5,7 anni in Italia).

La spesa sociale I dati per l’analisi della spesa sociale sul territorio regionale toscano fanno riferimento alla Rilevazione censuaria sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati, svolta a livello comunale su tutto il territorio italiano dal 2003. L’indagine rileva gli impegni di spesa in conto corrente di competenza dei Comuni e associazioni di Comuni per l’erogazione dei servizi e degli interventi socio-assistenziali. La spesa considerata è quella effettivamente sostenuta dai Comuni, dunque al netto delle compartecipazioni degli utenti e del Servizio Sanitario Nazionale, e vi sono incluse le spese per personale, l’affitto di immobili/attrezzature e l’acquisto di beni e servizi. Le spese riguardano tre differenti macro-aree: • interventi e servizi: servizio sociale professionale, integrazione sociale, interventi e servizi educativo-assistenziali e per l’inserimento lavorativo, assistenza domiciliare, servizi di supporto; • trasferimenti in denaro: contributi economici erogati direttamente agli utenti o ad altri soggetti affinché forniscano servizi; • strutture: spese per le strutture residenziali o semiresidenziali gestite direttamente dal Comune o affidate in convenzione a soggetti esterni. Tali dati hanno il pregio di fornire una vasta panoramica degli interventi sociali e socio-sanitari e delle risorse attivate e disponibili sul territorio regionale, ma hanno il limite, dovuto alla complessità della rilevazione e al conseguente volume di necessari controlli, di essere rilasciati con una tempistica assai dilatata rispetto al momento della raccolta. Gli ultimi dati ufficiali disponibili, informano che al 2015 la spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni della Toscana ammontava a 476,5 milioni di €, il 7% di ciò che è speso complessivamente in Italia (poco meno di 7 miliardi di €). L’andamento nel tempo mostra una pressoché costante crescita nel periodo 2003-2009, con una punta massima di 521 milioni di €, e una successiva diminuzione quinquennale. Il confronto 2003-2015 lascia comunque un saldo positivo di oltre 60 milioni di € (415 contro 477 mln €). L’incidenza della spesa sulla popolazione di riferimento colloca la Toscana costantemente al di sopra della media italiana (figura 1). Con 127 € pro-capite al 2015 (media Italia 114 €) la Toscana si posiziona all’ottavo posto tra le regioni, in un vasto range che va dai 380 € pro-capite del Trentino ai 21 € della Calabria. L’area di utenza famiglia e minori assorbe il 41% delle risorse (193 mln €), seguita dagli anziani (22%, 107 mln €) e dalla disabilità (19%, 88 mln €). Su questi tre ambiti, in sostanza, è concentrato oltre l’80% della spesa totale. Il restante 20% è impegnato nelle aree di utenza povertà e disagio adulti (8,2%, 39 mln €), multiutenza (6,9%, 33 mln €), immigrati e nomadi (3%, 15 mln €) e dipendenze (0,3%, 1,4 mln €). Sono largamente visibili gli impegni sui target ‘famiglia e minori’ (157 € pro capite) e ‘anziani’ (115 € pro capite), i due principali comparti della spesa sociale, aree nelle quali la Toscana si discosta in maniera vistosa dal dato italiano.

Assistenza all’anziano non autosufficiente In Toscana, gli anziani (ultra 64enni) non autosufficienti con limitazioni nelle attività di base della vita quotidiana come mangiare, lavarsi e vestirsi, sono circa il 123mila (Ars su dati Multiscopo ISTAT 2016) per una prevalenza pari al 13% rispetto a quella media italiana (14%). A livello nazionale, l’assistenza territoriale a queste persone è monitorata dalla copertura del bisogno tramite prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) o ricoveri presso residenze sanitarie assistenziali (RSA). La Toscana è sopra la media nazionale per numero di anziani in ADI. Circa 30 anziani ogni 1.000 usufruiscono di almeno un servizio domiciliare finalizzato all’assistenza sanitaria e all’aiuto alla persona per colmare la mancanza di autonomia. Minore invece alla media nazionale il ricorso all’istituzionalizzazione in RSA: nel 2015 circa 14 anziani ogni 1.000 sono stati ospiti di RSA, a fronte di una media italiana di 16 per 1.000. Da considerare che in Toscana è sempre stata privilegiata l’assistenza domiciliare rispetto a quella residenziale. I posti letto disponibili per anziani non autosufficienti all’interno delle strutture socio sanitarie toscane sono circa 14mila, pari a 14,4 ogni 1.000 anziani residenti, dato di poco inferiore alla media nazionale. Veniamo ora alle politiche messe in campo dalla Regione Toscana.

Pronto Badante in tutta la Regione Con “Pronto Badante” la Regione ha deciso di mettere a disposizione delle famiglie toscane un servizio di sostegno rivolto alla persona anziana nel momento in cui si presenta, per la prima volta, una situazione di fragilità. Un operatore autorizzato, dopo essersi rivolti al numero verde 800 59 33 88 (attivo da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19:30 e il sabato dalle 8 alle 15), interverrà direttamente presso l’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendole un unico punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante. Le persone anziane che vivono sole o in famiglia per poter accedere al servizio devono: • avere almeno 65 anni; • essere residenti in Toscana; • trovarsi per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio; • non avere già in atto un progetto di assistenza personalizzato (PAP) con i servizi territoriali. Una volta contattato il numero verde, qualora sussistano tutte queste condizioni, la richiesta viene inoltrata a operatori autorizzati che si recheranno, entro massimo 48 ore, presso l’abitazione della persona anziana. Inoltre potrà essere erogato un contributo di 300 euro una tantum, a conclusione del periodo di attivazione di un rapporto di lavoro regolare e occasionale con una/un assistente familiare (fino a un massimo di 30 ore), per le prime necessità. La prestazione lavorativa deve essere effettuata da una/un assistente familiare a esclusione del coniuge e i parenti/affini entro il 1° grado. L’operatore autorizzato assiste l’anziano e la famiglia anche nelle procedure on-line di INPS per quel che riguarda l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare ed inoltre fornisce un tutoraggio per aiutare la famiglia e l’assistente familiare nelle prime fasi dell’attivazione del rapporto. Contattando il numero verde 800 59 33 88 il martedì pomeriggio dalle 14 alle 18 il consulente esperto risponderà alle richieste in materia previdenziale e assistenziale. Il progetto, grazie al coinvolgimento del Terzo settore, del volontariato e dei soggetti istituzionali presenti sul territorio, parte il 1° marzo 2018 in tutte le Zone Distretto della Toscana. La sperimentazione avrà la durata di 12 mesi.

PuntoInsieme: assistenza continua alla persona non autosufficiente PuntoInsieme è un servizio rivolto alle persone anziane non autosufficienti e ai loro familiari. Di fatto costituisce la porta d’ingresso ai servizi ed alle prestazioni in favore delle persone che non sono più in grado di provvedere autonomamente alle necessità di tutti i giorni. Sono circa 300 gli sportelli diffusi su tutto il territorio regionale. Una rete capillare alla quale rivolgersi per segnalare il bisogno di assistenza.

Chi può rivolgersi al PuntoInsieme La persona anziana non autosufficiente o i suoi familiari, dopo averne parlato con il medico curante. Ma può farlo anche un conoscente o un operatore del volontariato.

Perché rivolgersi al PuntoInsieme Per segnalare un bisogno rilevante di assistenza di una persona considerata non autosufficiente, anziana e non. Cosa fa il PuntoInsieme L’operatore che sarà allo sportello consegnerà al richiedente la scheda di segnalazione e lo aiuterà a compilarla. Dovranno essere forniti tutti i dettagli circa lo stato di salute della persona anziana per la quale viene richiesta assistenza. Un’équipe di operatori qualificati provvederà a effettuare una valutazione attenta di ciascun singolo caso e a definire il progetto personalizzato, ovvero il pacchetto di prestazioni e interventi più appropriati alle condizioni di bisogno della persona non autosufficiente. Oltre al piano di prestazioni personalizzato verrà nominato un referente, la persona alla quale rivolgersi durante l’intero percorso per avere tutte le risposte che cerchi. La definizione del progetto personalizzato dovrà avvenire al massimo entro un mese dalla presentazione della segnalazione. Il progetto personalizzato dovrà essere condiviso e sottoscritto tra i familiari dell’assistito e gli operatori del distretto socio-sanitario.

Attività fisica adattata L’AFA, “Attività Fisica Adattata”, è un programma a carattere non sanitario previsto dalla Regione Toscana tra le azioni di sanità d’iniziativa per il contrasto alle malattie croniche. È rivolto a persone adulte e anziane in condizione di salute fragile che presentano condizioni dolorose ricorrenti quali sindrome algica da ipomobilità o da osteoporosi, rachialgia cronicizzante (basso livello di disabilità) o riduzione delle capacità funzionali a causa di esiti invalidanti da malattie quali Parkinson, esiti di ictus, malattie reumatiche (alto livello di disabilità): semplici esercizi fisici alla portata di tutti, che permettono al corpo di rimanere in movimento creando anche l’occasione per stare in compagnia. I corsi vengono tenuti in gruppo in luoghi di socializzazione, palestre, piscine, con programmi di esercizi validati da esperti sanitari e guidati da personale preparato a gestire questa specifica attività.

Il sostegno buono per tornare a casa Un servizio dopo la dimissione dall’ospedale Tornare a casa dopo un ricovero in ospedale o in una struttura intermedia di cure può rappresentare un momento critico per le persone che hanno particolari fragilità e per le famiglie che le devono assistere. Per chi è residente in Toscana, è oggi possibile avere un buono servizio per le tre settimane successive alla dimissione dalla struttura ospedaliera o di cura. Questo supporto è riservato alle persone identificate attraverso la valutazione effettuata dall’Agenzia di Continuità Ospedale Territorio, che possiedono i seguenti requisiti: • persone anziane over 65 anni con una limitazione temporanea dell’autonomia o a rischio di non autosufficienza; • persone disabili gravi. Prima delle dimissioni, un’équipe multidisciplinare valuta i bisogni della persona, formula un piano individualizzato di sostegno e assegna un ‘buono servizio’ (l’assegnazione del ‘buono servizio’ avviene nei limiti della disponibilità finanziaria prevista nel decreto dirigenziale n. 12511 del 29/8/2017 pubblicato sul BURT n. 37 del 13/9/2017). Il riconoscimento del ‘buono servizio’ permette alla persona e alla sua famiglia di scegliere il professionista abilitato o la struttura accreditata a svolgere il servizio domiciliare o residenziale integrativo. Le opportunità offerte sono quelle di attivare servizi infermieristici, fisioterapici e di assistenza di base presso il proprio domicilio oppure di usufruire di un ricovero presso una Residenza Sanitaria Assistita per massimo 12 giorni. Il servizio è finanziato dal programma operativo regionale (Por) del fondo sociale europeo (Fse) 2014-2020 asse B, “Inclusione sociale e lotta alla povertà” attività B.2.1.3.A, “sostegno alle famiglie per l’accesso ai servizi di cura rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia”.

Il portale per scoprire le RSA in Toscana RSA della Toscana è il nuovo portale per scoprire le Residenze sanitarie assistenziali autorizzate, accreditate e finanziate dal Servizio sanitario regionale, presenti nel nostro territorio. Sul portale è possibile trovare informazioni su servizi e costi, conoscere l’indirizzo e i recapiti delle strutture e delle Zone Distretto competenti. La mappa delle strutture è estremamente chiara e immediata: un letto di colore verde o rosso indica se la struttura in quel momento ha disponibilità o meno di posti per il modulo base. Nel modulo base vengono accolti gli assistiti ultrasessantacinquenni che presentano una non autosufficienza stabilizzata.

Come entrare in RSA usufruendo dei posti finanziati L’inserimento nelle residenze sanitarie assistenziali avviene in casi di grave non autosufficienza e quando è quasi impossibile assistere a domicilio la persona non autosufficiente da parte della famiglia, o quando questa sia assente. Il percorso è composto da 4 fasi: 1. segnalazione del bisogno socio-assistenziale complesso al PuntoInsieme; 2. valutazione complessiva, sia sociale che sanitaria, da parte dell’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale (UVM); 3. predisposizione e condivisione con il cittadino di un progetto personalizzato assistenziale (PAP) in cui sono indicati i bisogni socio-sanitari rilevati e il servizio che può essere erogato; 4. se il servizio è di tipo residenziale e la Zona Distretto competente comunica il diritto al titolo di acquisto, l’assistito e i suoi familiari hanno 10 giorni lavorativi di tempo per scegliere la struttura e informare Zona Distretto e RSA.